Dalla porta principale? o da quella secondaria…

Pubblicato il 26 aprile 2026 alle ore 10:11

Potrei inventarmi un test: dimmi da dove entri e ti dirò chi sei.

Spesso la porta è ciò che fa la differenza, non cosa c'è oltre. Posso essere un pessimo uomo, ma entrerò attraverso la porta. Posso essere un lupo coccolone o un ladro sorridente e mi guarderò bene dall'usare quella porta.

La porta, solitamente è il punto più visibile. La modalità di entrata mi dà un'identità, mi dice chi sono e cosa faccio, meglio di ogni app, alla faccia di tutte le privacy.

Dovrebbe essere il punto più sicuro, quello che ladri e lupi evitano, il luogo che permette apertura e libertà.
Non illudiamoci di poter scavalcare, di essere liberi solo perché facciamo di testa nostra: è la porta che permette una relazione, è la porta che dà sicurezza ma anche autonomia, perché la porta siamo noi!

Quanti ladri e briganti abbiamo conosciuto? La mente vola subito a chi ci ha rubato in casa, o ci ha fregato al lavoro; eppure, sono ladri e briganti tutti coloro che non ci rispettano, non ci conoscono, ma ci sfruttano e abusano della nostra persona.
Davanti alla porta aperta abbiamo preferito talvolta le sbarre di relazioni che schiavizzano, magari sbarre dorate, ma pur sempre sbarre.

Se la porta siamo noi, non sempre è una porta aperta per ognuno, non sempre è possibile dire: "a porte aperte... entrata libera..."

Questo tipo di espressione si usa spesso per indicare un periodo nel quale un luogo rimane aperto, e chiunque può entrare e uscire liberamente.
Si fa con negozi, con musei e anche scuole, che vogliono essere visitati senza timore di dover firmare o comprare nulla. E' un ottimo modo per non far sentire chi entra costretto a doversi legare in qualche modo, e invece gli si dà la possibilità di valutare, vedere e liberamente decidere.

Siamo, dunque, una porta aperta? Siamo una porta sicura che non mette filtri e barriere con troppi ticket e pagamenti da fare?
Chi mi avvicina sente in me un accesso libero, o mi avverte come una porta chiusa che non fa intravedere nulla o nasconde qualcosa?

Mi piace farne una similitudine con la porta di casa. Quando entriamo nella nostra casa perché mai dovremmo farlo dalla finestra?
Quella è la porta che segna il passaggio dall’io al noi, fa entrare in uno spicchio di cielo, a volte sereno altre nuvoloso, e fa anche uscire a sfidare il mondo.

Buona Domenica e Buona Settimana

Crea il tuo sito web con Webador